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Le
origini del centro abitato del Comune di
Villalfonsina sono incerte e controverse. Alcune
fonti asseriscono che il borgo esistente, che faceva
parte dell'Università di Casalbordino, nella prima
metà del XVI secolo venne eretto in Comune dal suo
feudatario Alfonso Caracciolo, Principe di S. Buono
e Barone di Casalbordino.
Un'altra tesi, accreditata anche dalla tradizione
popolare, è quella che fa derivare l'origine di
Villalfonsina da una colonia di Schiavoni approdati
con tre imbarcazioni di fortuna, alla foce del fiume
Osento. In quel periodo, infatti, la repressione
turca imperversava su tutta la penisola balcanica,
costringendo grandi masse di popolazione alla
ricerca di terre più ospitali, come purtroppo accade
anche ai nostri giorni.
A quel tempo il territorio faceva parte del feudo
del Marchese del Vasto, Alfonso D'Avalos, che vi
possedeva un palazzo circondato da casupole di
coloni ed altri servi. La nuova popolazione venne
sistemata in quel borgo e messa al servizio dei suoi
possedimenti.
E' accertato il fatto che le pertinenze di alcuni
agglomerati della contea di Monteodorisio,
disseminate lungo i percorsi tratturali, sono state
interessate da questa migrazione. Ne sono esempi
Villacupello (Cupello), Villa 5. Pietro ad Aram (in
territorio di Monteodorisio), Villa Aragna (in
territorio di Scerni), Villa Alfonsina (Villalfonsina),
ecc.
E' anche certo il fatto che il Comune di
Villalfonsina facesse parte della Contea di
Monteodorisio e che nel 1811 avvenisse lo
scioglimento della promiscuità delle terre tra gli
ex feudatari Marchese del Vasto, Barone Salerni.
Badia di S. Stefano in Rivo Maris. Comune di
Casalbordino e Villalfonsina ed altri 11 Comuni.
Anche il territorio limitrofo al Comune di
Villalfonsina è stato origine di controversie per i
suoi incerti confini, segnati con linee parzialmente
mancanti di punti di riferimento e, quindi,
difficilmente identificabili sul terreno.
Un vecchio carteggioNell'apprezzo scritto in Napoli
del 30.05.1742, l'ing. Biase de Lellis rilevava così
terra e confini di Villalfonsina:
"..Distante dalla Terra di Casalbordino miglia uno
in tenimento della medesima si ritrova la Villa
Alfonsina, situata similmente in luogo piano,
formando una sola strada principale, a destra, ed a
sinistra della quale vi sono le case dei cittadini
ad un solo piano coperte a tetto, divise da vicoli,
che hanno l'uscita al rinforzo della villa suddetta
e camminando per detta strada a sinistra si ritrova
in Largo con piedi gelso bianco nel mezzo, ove sta
la chiesa della Neve, sotto il titolo della Madonna
delle Neve, la quale è a tre navi coperta a tetto...
...Ed in questo consiste la Villa suddetta,
all'intorno della quale vi sono molti orti per
comodo dei cittadini, e dentro l'abitato vari pozzi
sorgenti.
Confina il territorio della medesima da Tramontana
in distanza di un miglio con il territorio di Torino
e con il territorio di Paglieta, che dista miglia
due e con quello dell'A tessa verso mezzogiorno
miglia tre, con Pollutri, verso oriente, un miglio e
con la Città del Vasto, che dista miglia quattro;
sincome consta dalla fede dell'Università, fol. 31.
Il territorio di detta Villa abbonda di grano, orzo
ed altri legumi, come altresì d'ogli e frutta per il
loro mantenimento..."
Tra '800 e '900Fino alla seconda metà dell'Ottocento
il territorio di Villalfonsina era circondato di
boschi, ed i terreni dati ai cittadini furono
successivamente trasformati in buoni oliveti e
frutteti in genere (Fonte: relazione dell'Ispettore
Forestale Pietro Bossi datata 5 giugno 1923)
Agli inizi del '900 predomina la media e piccola
proprietà ed il sistema più in uso è la mezzadria,
anche se buona parte della proprietà terriera "...oggi
è stata acquistata dai contadini rimpatriati, con i
risparmi accumulati durante l'emigrazione. La
superficie si presenta accidentata, scoscesa in
buona parte. Molti coltivatori risiedono sul fondo e
numerosi sono perciò i caseggiati rurali. ..."
(Fonte: testimonianza del Perito Demaniale Ermanno
Zachm - relazione storico giuridica sui demani del
Comune di Vilalfonsina, Chieti 30 ottobre 1931)
Il sito archeologicoVillalfosina è un sito
archeologico di grande importanza, grazie al
ritrovamento di numerosi reperti nella zona
attualmente denominata in Morandici (da "Morandium"),
situata a circa 500 metri dal centro del paese e
depositati in parte al Museo di Chieti e in parte in
quello di Vasto.
Gli scavi hanno portato alla luce i resti di un
tempio italiaco, avanzi di mura poligonali e i resti
di un antico centro abitato con fondi di capanne a
forma ellittica, a testimonianza della presenza di
un'antica tribù frentana.
Gli oggetti e suppellettili ritrovati nell'antico
cimitero, risalgono a 2600 anni fa. La cultura e lo
stile delle sepolture, nonché le tracce, ancora
sepolte dei fabbricati, dei colonnati e delle
costruzioni, sono di chiara influenza romana.
Di epoca più recente è un altro insediamento (in
c/da san Savino), dove sembra che in epoca medievale
insistesse un luogo di culto o monastero, di cui
oggi restano solo le tracce dei muri perimetrali, ma
che nel corso degli anni ha donato numerosi reperti.
È forte intenzione dell'amministrazione comunale
realizzare in tempi brevi un proprio museo dove
esporre i reperti trovati nel territorio comunale,
attualmente visitabili presso i musei già citati.
•La Necropoli di Villalfonsina
•Il Santuario di Villalfonsina
•Scavo di Morandici (2000)
Fonti: si ringrazia Armando Zuzolo per avere reso
disponibili le proprie ricerche storiche su
Villalfonsina
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