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Circa le origini di questo comune della media Valle
del Sangro non si hanno documenti né emergenze
archeologiche da interrogare.
Si potrebbe tuttavia ipotizzare, con le dovute
cautele, che il primo sito abitato dai "roiesi" sia
la località oggi chiamata Vicenne, toponimo molto
interessante poiché deriva da "Vicus" ossia ciò che
per gli antichi romani era il "Villaggio". Tale
località, è situata nella Valle di un piccolo
affluente del Sangro, il Paganello, che tuttora
scorre alle pendici dello sperone roccioso dove
sorge oggi Royo. Di poco valore sono le notizie
riportate in un foglio dattiloscritto nella prima
metà del secolo scorso, in cui lo scrivano, tra le
altre cose, parla di strutture murarie di epoca
romana e di un tempietto dedicato a Marte. Penso che
la maniera più corretta per comprendere la storia di
questo paese sia quella di analizzare i rapporti che
da sempre intercorrono tra la fertile Valle dei
Pagani, il nucleo abitato di Vicenne, la posizione
strategica dell’attuale Royo ed il santuario della
Madonna del Monte, imponente struttura che si è
potuta ammirare fino ai primi anni del 1800 sulla
montagna di Royo, la Lupara. Analizzeremo in seguito
questa questione. Circa il significato della parola
Royo ci si potrebbe perdere in elucubrazioni
popolari di bassa caratura che fanno risalire il
nome del paese dalla parola spagnola rojo, colore
rosso, il rosso delle formiche che avrebbero invaso
il vecchio centro abitato e costretto i roiesi a
rifugiarsi in altura, nel sito odierno. Oppure il
rosso del sangue, un sangue che fu versato in epoca
imprecisata da parte di imprecisati invasori.
Entrambe queste teorie sono evidentemente false.
L’ipotesi dell’invasione delle formiche è
sicuramente una forzatura leggendaria che ho
riscontrato avere avuto successo anche in altri
comuni della valle del Sangro. Ammesso che ci fosse
stata tra i sec. XV e XVI una invasione di formiche,
il fenomeno dell’abbandono dei vecchi centri abitati
è da spiegarsi più per diffusi e irreversibili
episodi franosi e smottamenti del terreno cui le
formiche potrebbero a mio avviso soltanto aver
contribuito marginalmente. Il nome Royo (Fig. 1) in
questo piedistallo triangolare finemente scolpito
con protomi leonine naturalistiche compare
elegantemente incisa la scritta "ROYO"e la data
1595) tuttavia compare per la prima volta circa 200
anni prima di tali sciagure! Nei registri della
Cancelleria Reale, un atto del 22 Maggio 1279, che
non ho avuto modo di verificare, dice che il Re dona
a Guglielmo di Alamognone (Agnone) alcuni castelli
tra cui Monteferrante con i Casali di Lupara, Royo
con i diritti sul Casale di Rogitello (località
chiamata dai roiesi "Roitello" dove sorgeva l’antico
abitato), il casale di Pietracorvina.Questo
documento non è stato neanche preso in
considerazione dal Maranzano,il quale dice che le
prime notizie su Royo risalgono, una, al 1309,
quando il paese è indicato come Rodium nelle decime
pagate alla Diocesi di Trivento, un’altra, al 1320,
nel documento Aprutium citra flumen Piscariae 1320
riportato dal Faraglia, in cui Royo compare come
Podium cum Rogitello.
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