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I COMUNI DELLA PROVINCIA DI CHIETI

 

Rapino

Stato: bandiera Italia
Regione: Stemma Abruzzo
Provincia: stemma Chieti
Coordinate: 42°13′0″N 14°11′0″E / 42.21667°N 14.18333°E / 42.21667; 14.18333
Altitudine: 420 m s.l.m.
Superficie: 20 km²
Abitanti:
1.471 01-01-2007 (Fonte ISTAT) 
Densità: 73 ab./km²
Frazioni: Case Nuove, Colle Cese, Coste Micucci, Ortaglio, Piano, Pretaro, Vicenne 
Comuni contigui: Fara Filiorum Petri, Guardiagrele, Pennapiedimonte, Pretoro, San Martino sulla Marrucina
CAP: 66010
Pref. telefonico: 0871
Codice ISTAT: 069071
Codice catasto: H184 
Class. sismica: zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti: rapinesi 
Santo patrono: San Lorenzo martire 
Giorno festivo: 10 agosto

Centro di antichissima origine, Rapino sorge sulle colline del Teatino.
La particolare posizione geografica che occupa, rende questo piccolo centro uno dei paesi più belli e caratteristici del circondario: ai piedi della Montagna Madre e ad appena una trentina di chilometri dal mare.
Era noto in passato per l'arte della ceramica, portata al massimo splendore da Fedele Cappelletti e da altri illustri ceramisti della sua famiglia.


L'area più interessante dal punto di vista archeologico è sicuramente quella pedemontana, compresa tra i territori di Guardiagrele a sud e Pretoro a Nord, costituita da un susseguirsi di pianori solcati da una serie di stretti e profondi fossati che scendono dal versante montano e confluiscono nel fiume Foro.

I più antichi ritrovamenti nel suo territorio risalgono al Paleolitico medio e superiore come la statuetta di bronzo detta "Dea di Rapino" (oggi conservata al Museo di Chieti), ritrovata nella Grotta del Colle.
Nelle vicinanze è stata scoperta anche una tavola di bronzo della “Targa di Rapino” o “Tabula Rapinensis” su cui è incisa una iscrizione in dialetto marruccino nel testo. Oltre a prescrizioni rituali, si cita anche “Touta Marouca” cioè il popolo dei marruccini. Questa tavola, acquistata dal Mommsen per i musei di Berlino, è attualmente dovrebbe trovarsi nel museo Puskin di Mosca.


Nel periodo Neolitico e nell'età del Bronzo le attestazioni di frequentazione sono meno ricche, mentre tornano ad essere cospicue le tracce della presenza umana a partire dal I millennio a.C., in età romana e durante il Medioevo.

In epoca medievale, Rapino conobbe la colonizzazione monastica benedettina rimanendo sotto il controllo del monastero di San Salvatore a Majella per molti secoli. Il monastero fu eretto attorno al 700, dai frati benedettini provenienti dall’Abbazia di Montecassino, a circa 7 Km al di sopra di Rapino.

Le prime testimonianze sul controllo del monastero sul paese risalgono al IX secolo e sono contenute nel “Memoratorium” dell’abate cassinese Bertario, il quale descrive i beni sottoposti a Montecassino.
In questi scritti, però, non viene detto quale fosse la consistenza della popolazione, lo stato e la situazione degli abitanti.
Solo dall’XI secolo inizia a costituirsi un primo corpus documentario nell’archivio di San Salvatore e i riferimenti all’abitato e al territorio di Rapino diventano numerosi: ripercorrendo le vicende del monastero, si può notare l'importanza che esso rivestì nell'assetto territoriale del versante orientale della Majella.

Nel XV secolo, a causa della decadenza dell’Abbazia di San Salvatore, Rapino fu infeudata dalla famiglia Orsini e successivamente dai Colonna di Roma fino all’abolizione della feudalità.
Nel 1811 il feudo di San Salvatore a Majella fu diviso tra i comuni di Rapino, Pretoro ed il Regio Demanio; il documento planimetrico redatto nell’occasione, che riporta le linee delle dividenti e le terminazioni apposte, è consevato presso l’archivio di Stato di Chieti.

Al plebiscito del 1860, su 649 iscritti, parteciparono al voto 592 elettori e tutti si dichiararono favorevoli all’annessione al Regno d’Italia.

La storia moderna di Rapino è costituita dalle vicende che negli ultimi due secoli hanno coinvolto tanti comuni pedemontani della Majella: sono storie di briganti di cui è rimasta vivida traccia nella memoria collettiva e di malgoverno, di povertà e di emigrazione, di guerra e di miseria, ma anche di sacrifici e di duro lavoro, di ripresa e finalmente di benessere.

Testimonianza significativa del dolore e della sofferenza patiti dagli abitanti di Rapino durante la seconda guerra mondiale è la concessione, con decreto ministeriale datato 26 giugno 1975, della Croce di Guerra al valor militare al Comune di Rapino per il “valido contributo di valore alla causa della liberazione”.
 

FONTE : http://www.rapino.net

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I SITI DEL COMUNE

Wikipedia: Rapino - http://it.wikipedia.org/wiki/Rapino
Scheda con informazioni generali sul paese.
Comune di Rapino - http://www.rapino.net/
Storia ed informazioni sul territorio, manifestazioni, news, uffici di governo ed atti pubblici, servizi per il cittadino proposti dall'amministrazione comunale.

 

 

 

   

 
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