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Orsogna trae il suo nome da una delle sue contrade:
la Rissogna, il primitivo nome della contrada Fraia,
nella Valle del Moro, attigua all'abitato, sotto la
rupe, piuttosto che dal supposto fatto che nel suo
territorio, un giorno tutto boschi, vi dimorassero
gli orsi, come attesterebbe il suo stemma che
arreca, come quello di Biella, un orso.
Un tempo era abitata prettamente da contadini che
vivevano degli ortaggi coltivati su terrazzi
ricavati dal terreno scosceso. Vi erano anche le
botteghe artigianali dei Vasari che avevano scelto
il punto ideale per la loro lavorazione, essendo il
punto piu' caldo e il meno battuto dai venti del
Nord e per la presenza di terreni in gran parte
argillosi (si possono infatti notare i CALANCHI o
"li cannanune").
L'ubicazione di questi artigiani era situata nelle
grotte sotto codeste rupi, ora rinforzate con archi:
la naturale posizione del luogo, riparato dal
freddo, permetteva la lavorazione anche nel periodo
invernale, ed anche un rapido essiccamento dei
cocci. Moltissime grotte dovevano essere adibite a
tale lavorazione, ma la maggior parte di esse sono
andate distrutte dall'abbandono e dalla guerra.
Gli artigiani, EMIGRATI o passati ad altre attivita',
sono totalmente scomparsi; unica testimonianza e'
una grotta, l'unica rimasta accessibile, ove sono
evidenti gli oggetti di lavoro, il forno e i
frammenti di terracotta, nonche' le tracce che il
fumo della cottura ha lasciato attraverso gli anni.
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