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Fraine deve l’origine del suo nome a Fragine [m]
(dal verbo latino frangere) come si può dedurre
dalla remota esistenza, nel suo territorio, di
antiche cave, per lo più padronali, di pietre adatte
per pavimenti, caminetti e gradinate (la stessa cava
di pietre del vicino comune di Liscia era nei boschi
di Fraine; ed ancor oggi, visitando le abitazioni
migliori, si constata l’ottima conservazione di
queste pietre che fanno tuttora la loro bella
figura).
Nel sec. XII, nella zona odierna detta “Frainelle”
venne costruito un insediamento difensivo con
Torrione d’avvistamento, intorno al quale i locali
si strinsero per occupare le terre, difendersi,
costruire le rustiche abitazioni e gestire la
principale via di commercio; infatti Fraine nasce a
Colle Castello verso Castiglione Messer Marino come
avamposto di avvistamento e il suo obiettivo è di
difesa attiva (offensiva e difensiva) e di controllo
e coordinamento dell’antica via di scambio e
transito commerciale legato ai tratturi. Era un
paese di sentinella per la sua posizione geografica
strategica.
Nello stesso periodo si ha notizia di una chiesa
Ecclesiam Sancte Trinitatis de Fragine in una bolla
Alessandro III del 1173, con la quale si confermano
gli antichi confini della diocesi di Chieti, il
paese è citato ancora come Fragine nelle decime
degli anni 1324-1325.
Nella pienezza del dominio di Roberto D’Angiò,
Fraine si componeva di due distinti Borghi detti
Fragine Superiore e Fragine Inferiore (sec. XIII),
poiché nella Generalis Subventio del 1320 risulta
tassata per once 13, tari 21, grana 14 nella parte
superiore, once 4 tari 10, grana 10 nell’altra.
Successivamente Fraine risulta infeudata ai
Caracciolo, principi di Santobuono, (il cui stemma è
tuttora rinvenibile sul transetto della facciata
dell’attuale chiesa parrocchiale), che la tennero
probabilmente fino all’eversione della feudalità (
tali possedimenti vennero ceduti poi al comune di
Fraine, ad una famiglia potente, tra la fine del
1700 e il principio del 1800).
In seguito gli abitanti si trasferirono nell’attuale
insediamento urbano:
Perché accadde questo?
La tradizione ci parla di zona (antica Frainelle)
infestata dai briganti, forse favoriti dai boschi
circonvicini. Per questi malevoli, Frainelle e le
sue proprietà costituivano un boccone allettante non
trascurabile.
Le loro ripetute incursioni, e le loro razzie erano
piuttosto frequenti e dopo diverse diatribe e lotte
non riuscendo a tenervi testa decisero di
abbandonare il posto per sistemarsi in un luogo con
una posizione più sicura ed aperta (oltre ad essere
posizione centrale rispetto all’intero territorio),
collocandosi nell’attuale territorio, che
circondarono di robuste mura con due porte
d’ingresso alla Cittadina: la porta da Capo rivolta
verso la via di commercio e quindi verso
Castelluccio (attuale Castiglione Messer Marino) e
la la porta da Piedi verso il Sobborgo di San Rocco
(attuale via Roma) frequentata da pellegrini e
lebbrosi. Siamo ormai al sec. XVI ,periodo in cui
l’attuale Fraine da zona con piccoli presidi
rupestri diventa Societas dei fuochi e al 1550
risale anche la Chiesa parrocchiale San Silvestro
Papa.
Il Giustiniani, del Dizionario delle Due Sicilie”, a
proposito di Fraine nota come la sua situazione
fosse in una valle ove si respira buona aria e le
donne vestono ormai vago, a segno che và stampato
per mostrare ai forestieri le bellezze delle diverse
fogge di vestir del regno (L. Giustiniani, 1797 –
1805). In effetti il costume popolare di Fraine
interesserà distinti decoratori e acquerellisti da
Michela De Vito (operante nell’ambiente Napoletano
dei primi decenni del XIX sec. A Xavier Della Gatta
pittore Napoletano (attivo tra il 1782 e il 1882)
per incarico reale di re Ferdinando IV per il
rilevamento delle fogge del vestire del regno.
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