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I COMUNI DELLA PROVINCIA DI CHIETI

 

Canosa Sannita

Stato: bandiera Italia
Regione: Stemma Abruzzo
Provincia: stemma Chieti
Coordinate: 42°18′0″N 14°18′0″E / 42.3°N 14.3°E / 42.3; 14.3
Altitudine: 231 m s.l.m.
Superficie: 14,10 km²
Abitanti:
1.480 01-01-2007 (ISTAT) 
Densità: 104,96 ab./km²
Frazioni: Villa Moggio, Santa Maria d'Orni 
Comuni contigui: Ari, Arielli, Crecchio, Giuliano Teatino, Orsogna, Tollo
CAP: 66010
Pref. telefonico: 0871
Codice ISTAT: 069010
Codice catasto: B620 
Class. sismica: zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti: canosini 
Santo patrono: Santi Filippo e Giacomo
Giorno festivo: 1 maggio 

Su un pendio di un colle tra gli alvei dei torrenti Venna e S. Onofrio è posta Canosa Sannita (soltanto Canosa fino al 1864). Il suo territorio ricco di vigneti, si estende per 14,10 km2 su un’area dove le case, isolate o raggruppate in aggregati minori (frazioni di Orni e di Moggio), sono sparse su pendici dal tenue declivio. Medioevo. Scarse sono le notizie sulla storia di Canosa: la più antica, riguardante l’insediamento nel territorio risale al secolo IX; nel Memoratorium dell'abate Bertario, che contiene l’inventario dei possedimenti cassinesi nel comitato teatino, compaiono le chiese di S. Benedetto, S. Maria, S. Comizio e S. Silvestro, in loco qui dicitur Orni. Il toponimo è anche ricordato in una donazione del 1113 che Cono e Roberto, figli di Gisone, fanno al vescovo di Chieti del castello di Orni con i boschi, vigne, mulini e chiese che vi appartengono (Balducci, Reg., I, p. 5). Il castello di Orni e quello di Canosa erano punti di grande importanza strategica Iniziamo allora dalle fonti più antiche in nostro possesso, che risalgono al XIII sec. In quel periodo l'Italia medioevale conosceva le lotte fra Corradino di Svevia e Manfredi, lotte alle quali anche Canosa non era immune: il suo castello era apprezzato da molti, tra i quali Guglielmo di S.Giuliano, Giustiziere d'Abruzzo, che lo riteneva un ottimo punto strategico e di difesa. Tra l'altro, un fautore di Corradino, tale Torgisio, si aggirava nelle nostre terre, per costruire un esercito a favore dello svevo. Guglielmo di S.Giuliano allora spedì un capitano di nome Raone a difesa del castello di Canosa. Corradino scomparve ben presto dalla scena, decapitato a Napoli nel 1268, e il castello di Canosa passò nelle mani del Vicesecreto d'Abruzzo. Questo castello è ricordato in un documento del re Carlo d'Angiò, ove si nomina Roberto Morello capitano di Lanciano, per poter meglio difendere questo importante punto strategico da eventuali attacchi esterni. Con i secoli, i governatori del nostro paese cambiarono spesso. Il primo fu un certo Riccardo di S.Apollinare, che governava con la sua famiglia e Gentile di Lettomanoppello. Canosa contava poco più di 300 abitanti, ben protetti dal castello, ricco di viveri in caso di assedio, quasi inespugnabile, che impediva ai nemici di viaggiare in gruppo, cosa che sfavoriva l'attacco di eventuali truppe. Questo Gentile possedeva i sei ottavi del feudo di Canosa, di cui piccola parte con Franzica da Lettomanoppello. Il feudo pagava annualmente al papato, per le chiese, sotto il suo potere circa cinque tareni, che col tempo divenirono tre. Altri avvenimenti di rilievo si possono riscontrare nel 1531, quando Canosa passò sotto Emanuel de Vega, nome di chiara derivazione iberica. Il motivo di questo "cambio di proprietà" e' da riscontrare nella ribellione di Lanciano, al quale apparteneva il feudo di Canosa, che si scontrò con Carlo V, allora imperatore. Questo passaggio ebbe anche motivi economici, poiché Canosa, aveva l'industria della lavorazione delle macine da mulino. È detto da un protocollo del notaio Macciocchini, che Don Alfonso Roderico e Ippolito Palmerio Mozzagrugno si erano accordati con dieci uomini per la consegna di 55 macine all'anno, al prezzo di sette ducati ognuna. La consegna avveniva nel castello di Canosa. In caso di mancato adempimento della consegna la multa era di 50 once d'oro. Lo stesso notaio Macciocchini riporta un documento del 1533, ove possiamo leggere che Don Alonso Roderigo, che governava i castelli di Ari, Arielli e Canosa era sotto il dominio degli Spagnoli, che badavano molto alla sua posizione strategica. Dal Concilio di Trento Nel periodo precedente il Concilio di Trento (che, in diverse fasi, è iniziato nel 1563), nel quale furono ribaditi alcuni dogmi del Cattolicesimo anche nei confronti della Riforma luterana, l'autorità ecclesiastica era esercitata dal Vescovo, insieme agli Abati e a vari canonici. Capitò che Canosa con il suo feudo venne a trovarsi nel bel mezzo della linea di confine tra le due Diocesi, quella di Ortona e quella di Lanciano, e i rispettivi Vescovi cercavano di rivendicare la propria egemonia (se così la possiamo definire) su Canosa. Tra queste dispute è rimasta ai posteri quella in cui fu coinvolto l'allora parroco, Don Angellotto. Dobbiamo tra l'altro ricordare che la Diocesi di Ortona, risalente al V sec. d.C., ebbe anch'essa una storia travagliata, essendo stata soppressa nel secolo X, ripristinata nel '500 e unita successivamente a quella di Campli prima, e di Lanciano poi...........................
 

FONTE : www.comunecanosasannita.it

Strutture consigliate

 
 

I SITI DEL COMUNE

Associazione culturale Valori Idee Passione - http://www.acvip.it/
Nata per promuovere lo sviluppo locale, presenta attività e iniziative, il paese e le sue risorse, galleria fotografica.
Comuni Italiani: Canosa Sannita - http://www.comuni-italiani.it/069/010/
Scheda informativa sul comune, link utili.
Azienda agricola Matteucci - http://www.vinimatteucci.com/
Produce vini. Presenta profilo, schede della produzione, ubicazione. (Richiede Flash)
Ministero dell'Interno: Statuto del Comune di Canosa Sannita - http://autonomie.interno.it/statuti/statuti/canosa_sannita.pdf
Presenta la versione digitale dell'atto.

 

 

 

   

 
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